LETTERA APERTA AGLI AVVOCATI DI NAPOLI
Blog - Dichiarazioni
giovedì 03 aprile 2008 10:34

Lettera aperta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

 


Le prossime consultazioni apriranno una legislatura destinata a rivelarsi decisiva sugli assetti dell’Avvocatura.

In questi anni, nella mia qualità di Direttore Generale per le Libere Professioni al Ministero della Giustizia, ho avuto modo di conoscere ed affrontare, in uno scorcio difficile ed a volte drammatico, le questioni che hanno riguardato il ceto forense.

I miei trascorsi professionali negli Uffici Giudiziari napoletani, il mio legame con la città, gli stimoli che mi giungono da ambienti familiari ed amicali, mi rendono peraltro consapevole delle specifiche complessità napoletane.

È per questi motivi che ritengo utile rappresentare che è mio intendimento indirizzare il mio impegno e le mie esperienze professionali, in caso di elezione, verso proposte utili a dare un contributo alla soluzione di tematiche di rilievo per il mondo giudiziario.

Cominciando da Napoli, ho avviato un approfondimento relativo ai problemi rimasti insoluti ed, in particolare, con riferimento alla sede del Tribunale ed alla necessità di prevedere misure di intervento straordinarie per l’Ufficio Speciale di Napoli, al fine di risolvere i problemi della logistica, dei parcheggi, degli ascensori e delle aule, nonché quello ormai intollerabile, della sicurezza, problemi tutti che rendono gli uffici del Centro Direzionale, sostanzialmente inadeguati per le esigenze del secondo Distretto d’Italia per dimensioni.

Intendo avviare, inoltre, un’iniziativa analoga per le sedi distaccate ed i Tribunali cosiddetti minori del Distretto.

Sotto un profilo generale, intendo doverosamente informare il Consiglio degli Avvocati del Collegio ove vivo, ho operato e oggi sono candidato, che è mio intendimento presentare proposte d’intervento sui seguenti temi:

1) la riforma dell’Ordinamento Professionale e gli Organi di autogestione;

2) l’accesso alla professione;

3) la riforma della disciplina, della deontologia della pubblicità e delle tariffe;

4) le associazioni professionali.

Ritengo, inoltre, che la futura scommessa per l’Avvocatura italiana sarà rappresentata anche da temi di prospettiva quali l’opportunità di individuare ed ampliare accresciuti poteri certificatori e di autentica a favore degli avvocati, nonché ripescare importanti proposte di legge che toccano l’Avvocatura e che sono rimaste inevase nel corso di quest’ultima legislatura.

È mio intendimento, inoltre, offrire un personale contributo sulle tematiche ordinamentali che toccano i rapporti tra Magistratura ed Avvocatura e rispetto alle quali temo che, in questo ultimo biennio, si sia assistito ad una battuta di arresto.

Su tutti questi argomenti riterrei utile un confronto con l’Avvocatura, partendo proprio dai contributi che il Consiglio Forense al quale più sono legato ed al quale la cultura giuridica italiana più deve potrà, se riterrà, offrire.

In questa ottica, auspico un incontro e l’inizio di uno scambio reciproco di orientamenti che potrebbero rappresentare per l’Avvocatura l’inizio di una utile dialettica e per me l’assunzione di impegni nei quali fermamente credo e della cui attribuzione ritengo, francamente, che il sistema giudiziario ed ordinamentale abbia un improcrastinabile bisogno.

Vi saluto caramente rimanendo in attesa di un Vostro riscontro ferme restando le mie determinazioni circa l’analisi delle tematiche sopra riferite e sulle quali intenderò, comunque, impegnarmi.

Con affetto

Alfonso Papa

 

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