L'intervista sul "Nostro Posillipo", periodico napoletano
Blog - Dichiarazioni
martedì 08 luglio 2008 09:02

ALFONSO PAPA.

 

38 anni, sposato con due figli ha al suo attivo una carriera veloce e brillantissima: Magistrato al Tribunale, Procuratore della Repubblica presso la Procura di Napoli. Ha svolto numerose indagini in materia di terrorismo,contrabbando,reati contro la pubblica amministrazione, colpa medica.

Pm a Napoli fino al 2001 è stato poi Vice Capo di Gabinetto vicario dell’allora Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, fino al 2006.

Direttore generale Affari Civili e libere professioni del Ministero della Giustizia è attualmente deputato eletto con il Pdl  alle scorse elezioni del 13 e 14 aprile.

 

Come è nata la sua candidatura?

Ho pensato di candidarmi e poi fortunatamente sono stato eletto per mettere al servizio dei cittadini la mia professionalitĂ  e il mio impegno.

E’ inutile ricordare il momento drammatico che sta vivendo la nostra città e la nostra regione e che è sotto gli occhi di tutti ma il mio intento è quello di cercare di ridare un po’ di dignità alla nostra città e alla regione tutta che sicuramente non merita di stare in questa situazione, infatti in campagna elettorale il mio motto era:”Rialzati Campania!”

 

Passione,è quello che si evince dai suoi discorsi e dal suo impegno per la giustizia,anche per l’attuale impegno politico ce ne mette tanta?

 

Certamente, la passione è quello che caratterizza tutte le mie scelte,dalla Magistratura per cercare di combattere gli abusi e le sopraffazioni alla politica per cercare di migliorare la vita dei cittadini e il futuro nostro e dei nostri figli.

 

A proposito di figli:i giovani d’oggi sembrano sfiduciati di tutto,lei cosa ne pensa?

La tragedia dei giovani è che non hanno più valori in cui credere ed ideali,bisogna aiutarli a farli ritrovare fiducia nelle istituzioni e intervenire sul mercato del lavoro per cambiare alcune regole che possano dare stabilità e certezze che non hanno più.

 

E al cittadino che non crede piĂą alla politica?

Cercherei, nonostante tutto, di rassicurarlo. Il cittadino ha bisogno di ricredere nella sicurezza, stabilità e serenità nel suo ambiente familiare e sociale altrimenti rischia di non essere sereno nè nel lavoro nè in casa propria. Ha bisogno inoltre di avere qualcuno che gli faccia riaccendere la speranza e che lo invita a guardare ad un futuro migliore.

 

Lei ha scritto una “Lettera aperta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli”,in sintesi che diceva?

I miei trascorsi professionali negli Uffici giudiziari napoletani, il mio legame con la cittĂ , gli stimoli che mi giungono da ambienti a me vicini mi rendono consapevole delle specifiche complessitĂ  che vive la nostra cittĂ .

Avevo promesso in campagna elettorale e spero di poter mantenere la parola su proposte di intervento su vari temi che riguardano il Consiglio degli avvocati dove opero.

 

Quali?

La riforma dell’Ordinamento professionale e gli organi di autogestione, l'accesso alla professione, la riforma della disciplina, la deontologia della pubblicità e delle tariffe, le associazioni professionali. Ritengo che tutta l’Avvocatura abbia bisogno di una verifica e delle riforme e per questo spero di poter intervenire.

 

I cittadini italiani in materia di sicurezza si sentono non tutelati,lei è d’accordo?

E come potrei non esserlo. L’Italia si trova in un periodo storico difficile: dagli extracomunitari al crimine organizzato e alla microcriminalità sempre più crescente,in più tanta impunità. Per questo il Pdl ha affidato a un pool di esperti tra cui ci sono anch’io l’incarico di redigere un programma–pilota sui temi della giustizia. Per quanto mi riguarda penso che bisogna inasprire e razionalizzare le pene e intervenire sull’esecuzione della condanna per renderla certa. Poi ancora  c’è il discorso della legge obbiettivo per la creazione di circa 300 nuovi istituti penitenziari. Su mafia e camorra  poi non servono le parole ma i fatti: basta con il buonismo della sinistra per tutto quello che riguarda la legalità.

 

In questi giorni si sta parlando tanto di intercettazioni telefoniche,lei che ne pensa?

Le intercettazioni sono spesso strumento di abusi e ricatti. Rappresentano un costo enorme per lo Stato e spesso sono servite per cercare la notizia del reato invece della prova come prevede la legge, per questo giudico positiva la proposta di Berlusconi.

 

E con l’attuale Ministro Alfano che parla anche del problema dei costi è d’accordo?

Nella mia pregressa esperienza di direttore generale e responsabile delle spese al Ministero della Giustizia ho purtroppo dovuto constatare il peso senza paragoni in Europa che grava in termini di costi per le intercettazioni sul discorso delle spese di giustizia.Quindi senz’altro sì.

 

E dei giornalisti che temono di essere “imbavagliati”?

Credo che se un giornalista in passato ha pagato è accaduto per un suo eccesso e per una normativa inefficace che perciò è arrivata l’ora di modificare!

 

 

ANNA CHIARA GRAVAGNUOLO.

 
Riforma della P.A.
Blog - Dichiarazioni
lunedì 30 giugno 2008 11:54

 

 

Il video è stato estrapolato dall'archivio di www.Julienews.it di cui ringraziamo la redazione.

 
I rifiuti di Napoli e la cittĂ  rifiutata
Blog - Dichiarazioni
lunedì 16 giugno 2008 16:49

I gravissimi episodi di guerriglia metropolitana che accompagnano il primo giorno di attuazione del programma di soluzione della crisi dei rifiuti in Campania, impongono una riflessione su quanto sta accadendo e sta vedendo ancora una volta Napoli al centro del caleidoscopio di infelicità  che possiamo oggi individuare nel malessere oscuro che attraversa la capitale del mezzogiorno.

In primo luogo, onestà intellettuale e dignità civica impongono di riconoscere che questa catastrofe naturale rappresenta l’epilogo di quindici anni di egemonia presso che ininterrotta del potere politico, economico e culturale del bassolinismo come sistema a Napoli, e poi nella regione Campania, tradottosi anche a causa dell’assoluta inadeguatezza dell’opposizione in forme quasi plebiscitarie di consenso.

Si impone, quindi, un’amara riflessione sul cattivo governo che ha attraversato e attraversa questa regione. S’impone parimenti, rispetto alla cinica arroganza dei governanti locali, un palese apprezzamento per la scelta del Governo Berlusconi di mettersi immediatamente in gioco, con senso di responsabilità, autorevolezza politica nell’affrontare un’emergenza ambientale senza precedenti ,con scelte coraggiose e a volte impopolari.

In secondo luogo, vanno ricordate le modalitĂ .

Esse passano per la gestione immediata dell’emergenza attraverso la riapertura delle discariche, la  pianificazione della realizzazione dei termovalorizzatori e infine la attuazione di un vero piano di raccolta differenziata.

Rispetto a questo, di fronte alla disperazione di un intero popolo ,occorre farsi alcune domande.

Che cosa è stato dei fondi da anni destinati alla realizzazione dei termovalorizzatori?

Chi, come e perché ha potuto indiscriminatamente seppellire rifiuti altamente tossici in aree che dovevano essere protette e non contaminabili?

Cosa sarebbe accaduto, di fronte all’inerzia della regione Campania se , inopinatamente , il Ministro Pecoraio Scanio, circa due anni fa, non avesse bloccato la realizzazione dell’unico termovalorizzatore concretamente ancora realizzabile, dei diversi previsti sin dal 1995?

E ,in fine, chi e perché soffia oggi in maniera strumentale sul fuoco della protesta?

A quasi tutti questi interrogativi potrebbe e dovrebbe dare una risposta l’autorità giudiziaria più che quella politica. Ma oggi la priorità è piuttosto la sensibilizzazione civica della popolazione in ordine a scelte coraggiose e non di populistica facciata, quale fu quella, durante il precedente Governo Prodi, di “ esportare” l’immondizia campana nelle regioni  “volenterose”.

All’epoca si fecero le liste delle regioni buone e di quelle cattive.

Oggi forse qualcuno vorrebbe dipingere il popolo napoletano come un popolo cattivo.

Entrambi rappresentano esempi emblematici di strumentalizzazione perfida ,di una tragedia ambientale che ha visto e vede bambini andare a scuola facendosi strada tra sacchetti putridi  spazzatura e ratti e anziani respirare con gli adulti aria inquinata. Il tutto nel centro come nelle periferie, tutti accomunati in un inferno calligolesco camusiano che , nella sofferenza, ha reso tutti euguali.

Berlusconi ha voluto rispondere nei fatti.

 I tecnici prescelti hanno il dovere di verificare la reale praticabilità delle soluzioni proposte.

Al Governo i cittadini possono e devono  chiedere  onestà intellettuale di contemplare e ammettere possibili varianti in corso d’opera, ove necessarie, e verificare costantemente la reale adeguatezza dei siti individuati a garantire l’effettivo assorbimento dell’emergenza fino alla realizzazione della fase a regime. Indaghi  la Magistratura sulle modalità e finalità delle violenze di questi giorni per evitare  che l’esasperazione della gente sia strumentalizzata in una polpetta avvelenata che qualcuno tenta di lanciare al Governo.

Ai cittadini, oggi, va richiesta fiducia e questo rappresenta il primo  vero tentativo di affrontare un problema incancrenito. Tentativo, forse, perfettibile, ma convinto e di buona fede. Forse suscettibile di critiche e valutazioni , ma apprezzabile e meritevole di fiducia perché diverso dal passato di cui è stato fatto il futuro che amministrazioni locali inadeguate e incapaci avrebbero costruito la crescita dei ragazzini della Napoli rifiutata.

                                                                            On. Alfonso Papa

                                                             *  Magistrato – Deputato napoletano del Popolo delle Libertà

 
Una battaglia liberale sulle intercettazioni
Blog - Dichiarazioni
lunedì 16 giugno 2008 16:43

Bene il Governo che tra i suoi primi atti di indirizzo normativo, ha inteso presentare una riforma della normativa sulle intercettazioni. Bene il Ministro Alfano che coraggiosamente aveva denunciato in commissione Giustizia alla Camera, l’essere l’Italia il paese nel mondo con più intercettati, dall’alto dei suoi centomila soggetti intercettati ogni anno e che con coerenza e correttezza ha di conseguenza presentato un testo normativo che interviene sul tema. Bene i magistrati che con senso di responsabilità hanno affrontato lealmente questo dibattito, denunciando essi per primi gli abusi e le distorsioni collegati alla bulimia di intercettazione che affligge il nostro sistema ed ha i frutti velenosi da essa prodotti. Bene Tutti.

Male, invece, l’ipocrisia delle cose sapute da molti e dette da nessuno, con riferimento alla incapacità di questo paese di assimilare le battaglie liberali per quello che sono ed approcciarsi, anche normativamente, con timidezze pelose e timore di denunciare le cose che non vanno.

E’ad esempio singolare che nel nostro paese si dia per scontato e normale che a causa dei budget regionali per la sanità in vaste zone del mezzogiorno il malato di gravi patologie debba fare anche mesi di attesa per effettuare una T.A.C. in un ospedale di capoluogo attesa l’unicità della strumentazione, l’impossibilità di acquistarne altre, la carenza di fondi.

Non ha destato sino ad ora stupore che, senza limiti di spesa, senza possibilità di valutazione alcuna gli ingenti costi delle intercettazioni non possano, non debbano, non vogliano avere limitazioni e restino affidati al solitario, insindacabile, imperscrutabile giudizio valutativo del magistrato che investiga. In verità ci sorprendiamo e ci disgustiamo della prima anomalia, legata alla incapacità dello Stato a garantire la salute delle persone. Vorremmo, invece, non sorprenderci della seconda, legata alle modalità con cui si indaga in un paese dove sembra che senza intercettazioni e senza pentiti sia ormai divenuto impossibile indagare sulle attività criminose. E gli orrori legati alle notizie di questi giorni su indagini riuscite proprio grazie alle intercettazioni, vorremmo ci portassero a non turbarci per una pratica che, da sola, assorbe milioni e milioni di euro l’anno, pari ad oltre un terzo dell’intera spesa dello Stato per la giustizia. Ma la nostra vita quotidiana di questi ultimi anni, fatta di conversazioni private, a volte intime, spessissimo con persone non indagate ( ma anche gli indagati hanno diritto ad un rispetto della sfera dell’intimo non conferente alle indagini), regalate da giornali e pronte ad invitare a spiare dal buco della serratura la vita, i pruriti, le debolezze, a volte le miserie degli indagati più o meno famosi e dei tanti poveri disgraziati che pure salgono ai disonori delle cronache, ci impongono valutazioni differenti .

Valutazioni differenti ci impongono copie “pirata”di compact disk sovente messi in circolazione, come un tempo accadeva per la compilation del festival di Sanremo e contenenti tutte le intercettazioni prima ancora che esse stesse vengano rielaborate e trascritte dagli organi investigativi.

Queste valutazioni ci ricordano, da liberali, che crediamo in uno stato forte ed incisivo nella repressione di ogni crimine, ma sentiamo di dover lottare strenuamente affinché strumenti di ricerca della prova non vengano utilizzati, in un sistema carente, come pettegolezzi lividi, tendenti a violentare la dignità delle vite umane, purtroppo, a volte inidonei da soli a accettare le penali responsabilità.

Pare, allora, una battaglia di libertà lottare per una riforma che realizzi un adeguamento della normativa ad un sistema di tecnologie in uso che di fatto consente elusioni, abusi e distorsioni di ogni genere . Ed è parimenti una battaglia di libertà lottare affinché chi è fatto oggetto di indagini venga monitorato in maniera pervasiva per i fatti penalmente rilevanti che si assume abbia commesso e nel rispetto delle garanzie costituzionali. E liberale è la battaglia da fare perché quella stessa persona non divenga, invece, il protagonista di questa o di quella estate per i suoi costumi sessuali, perché tradisce il partner o perché è il partner a tradire lui.

Liberale è, infine, la battaglia per tenere fuori da questi pruriti le persone che a vario titolo e senza nessun legame con le indagini, vengono quotidianamente in contatto ( e ve ne sono tante), con qualcuno dei centomila untori telefonici che ogni anno l’Italia in media conosce.

Se abbiamo il coraggio di proclamare la libertà come unico vero valore legittimante ogni esigenza di sicurezza, possiamo rinunziare all’ipocrisia di condannare gli abusi nelle intercettazioni ma nel non avere il coraggio di ammettere che in Italia si intercetta troppo e spesso male.

In una doverosa ottica di buona fede riteniamo, perciò, che anche scelte coraggiose, magari anche più radicali di quelle partorite o che responsabilizzassero non solo il giornalista come eterno capro espiatorio di tutte le colpe legate all’attuale sistema-colabrodo delle intercettazioni sarebbero state e potrebbe essere le benvenute in una ottica sana e di buona fede dialettica.

E l’esperienza degli altri paesi occidentali può essere in tal senso illuminante.

Occorre, in altri termini, anche con la previsione di precisi limiti temporali alle intercettazioni impedire che questo strumento di ricerca della prova diventi un improprio strumento di ricerca della notizia di reato, quasi un passepartout da tenere sempre pronto per aprire quel buco della serratura da cui si spia.

Chi crede in una società fatta di valori liberali e responsabili sa che la magistratura è fatta e deve essere fatta di valori costituzionali, laici, non eticizzanti, mai autoritari, ma autorevoli perché è la legge, solo la legge ed il suo rispetto a costituire la forza, il prestigio e l’insindacabilità dell’altissimo potere connaturato alla giurisdizione. E proprio per preservare anche questo prestigio ed i valori di libertà e dignità dei cittadini, il legislatore riformatore, democratico e liberale non può e non deve aver timore di legiferare contro ogni retorica, demagogia, ipocrisia e moralismi pelosi.

La battaglia di libertà contro tutte le forme di abuso di delicati strumenti di indagini parte da qui: consapevoli che l’individuazione del giornalista come il lupo della fiaba non basta a mondare le anime dei tanti che in queste vicende se le sono macchiate, consci che un inizio da solo non basta a segnare una strada, ma necessita di percorsi condivisi auspicabilmente, ma radicati parimenti in convinzioni solidamente culturali, bisognosi di normative che preservino la dignità dei cittadini, garantendo veramente il prestigio e la non la discutibilità dell’autorevolezza di una magistratura tanto più solida quanto più lontana da ogni coinvolgimento spionistico o da stato di polizia.

ALFONSO PAPA – MAGISTRATO DEPUTATO PdL – COMPONENTE COMMISSIONE GIUSTIZIA.

 
Comunicato stampa - Posizioni ANM
Blog - Dichiarazioni
lunedì 16 giugno 2008 16:37

Le posizioni espresse dall'ANM sul tema delle intercettazioni ripropongono la condivisibile necessità di coniugare le esigenze investigative con il rispetto di basilari principi di privacy e dignità di persone oggetto d'indagini e di persone estranee rispetto a vicende, sovente, personali ed inconferenti. Ma l'esperienza dimostra che la difficile opera di selezione non può essere demandata al solo investigatore, ma necessita di precisi riferimenti normativi da condividere in un reciproco clima di leale collaborazione.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 7 di 12

Calendario eventi

<<  Settembre 2010  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
27282930